De ornatu mulierum/ Trotula Minor - Trattato di cosmetica di Trotula de' Ruggero

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De ornatu mulierum/ Trotula Minor - Trattato di cosmetica di Trotula de' Ruggero

Messaggio Da Iride il Lun Feb 05, 2018 4:19 pm

“De ornatu mulierum”.
Si tratta di un testo che tratta di cosmesi della donna, di una sorta di vademecum al femminile che senza mezzi termini propone la donna in maniera non velata e falsamente pudica al mondo bigotto, chiuso e maschilista
dell’epoca.
Per tali intuizioni l’opera spazia dalle semplici ricette per come curare la pelle, all’arte di tingere i propri capelli, dal metodo di sbiancamento dei denti, al sistema di rimuovere le borse dagli occhi, dal trucco delle labbra a quello degli occhi.

Non mancano riferimenti all’igiene del corpo, alle problematiche ginecologiche; tra i tanti rimedi colpisce il sistema di eliminare il cattivo odore della bocca nelle donne saracene, utilizzando delle erbe da trattenere nelle guance e nel cavo orale durante la notte.
Il De ornatu deve essere considerato il primo vero manuale di cosmesi, contenente le formule più originali che il medico aveva
raccolto dall’esperienza consumata a Salerno tra le grandi opere dei maestri.

PER I CAPELLI BIONDI :

“Per colorare i capelli in modo che sia d'oro: prendi la corteccia esterna del noce e la corteccia interna del medesimo albero, cuoccile in acqua, e con quella stessa acqua stempera allume e galle, e con queste sostanze stemperate ungi la testa, dopo averla lavata, e sovrapponendo delle foglie, e legando con una fascia per due giorni, potrai così effetuare la colorazione. Inoltre, pettina la testa perché ciò che è attacatto ai capelli vada via come superfluo. Poi applica la tintura che si fa con croco orientali, sangue di drago, ed alcanna, della quale la maggior parte serà stemperata con un decoto di bresiglio; e consentono alla donna di rimanere così per tre giorni, ed il quarto giorno lasciarla sia lavata con acqua calda, e non potrà mai essere rimossa con facilità”.

“Prendere la scorza mediana del sambuco, fiori di ginestra, croco, e tuorli di uova; queste sostanze cuocciano in acqua e si raccolga la materia che vi rallegerà, sopra e quindi siano spalmati i capelli”.

“Chiudi in una pentola nuova il maggior numero possibili di api, ed in tal modo bruciale, tritale con olio, e quindi ungi la testa; por lo stesso scopo è efficace la agrimonia, tritata con latte di capra”.

PER I CAPELLI ROSSI:

"Se una donna vuole avere i capelli rossi e folti, se li lavi spesso con questa lavanda: aggiungi della celidonia a trucioli e foglie di bosso; aggiungi ancora agrimonia cotta a lungo; dopo di che bisogna prendere una pentola dal fondo minutamente bucherellato, con sopra, ben aderente, un panno bianco su cui si dispone uno strato di cimino, un altro di paglia tritata con prevalenza d'orzo, un terzo di trucioli o foglie di bosso; la quarta zona la fornisca l'ipia, la quinta la celidonia; quindi si disponga un filtro duplice, triplice o quadruplice, costituito da sabbia fine, polvere di liquirizia, cenere di frassino o di vite. L'acqua va colata attraverso la pentola suddetta e i capelli, lavati spesso con questa lavanda, vanno avvolti finché siano asciutti. Così, in breve tempo, diventeranno meravigliosamente belli. Quando è il momento di pettinarli, vanno sparsi sopra questi ingredienti, ridotti in polvere fine: chiodi di garofano, noce moscata, rosa essiccata, galanga, e ancora costo, pepe, cardamomo, cannella. Dopo aver lavato i capelli con questi ingredienti aggiungendo acqua di rose, si pettini avendo cura di inumidire anche il pettine. Se si aggiunge muschio, se ne acquisterà in pregio".

PER I CAPELLI NERI:

"Esiste un ritrovato saraceno per rendere i capelli neri: prendi la buccia di una melagrana molto dolce, trítala e falla bollire in aceto o in acqua, poi cólala. Al liquido così ottenuto aggiungi polvere di galla e di allume in grande quantità, in modo da renderlo una poltiglia assai densa e la donna impregni i suoi capelli con questa sorta di pasta. Poi si stemperi della crusca con olio e si ponga al fuoco in un recipiente fino a che la crusca sarà completamente abbrustolita: la donna sparga questa sostanza sul capo fino alla radice dei capelli, poi lo bagni e di nuovo impregni i capelli con la pasta suddetta e la lasci in la testa per tutta la notte perché i capelli si ungano meglio, poi li lavi e saranno tutti neri". “Prendere una lucertola e stacatte la testa e la coda; lo cuoccia bene in olio comune e con tale olio unga la testa”.

PER LA CRESCITA E FOLTEZZA DEI CAPELLI:

"Prendi pane d'orzo con la crosta, macinare con sale e grasso d'orso. Ma prima, bruciare il pane d'orzo. Con questa miscela ungere la testa, e il pelo crescerà. Al fine di rendere i capelli folti, prendi agrimonia e corteccia di olmo, radice di verbena, radice di salice, abrotano, i semi di lino bruciati e polverizzati, e radice di canna. Cuocciano tutte queste cose in latte di capra o in acqua e lavare la testa (che prima sarà rasata)".

DEPILAZIONE:

"Per diventare tutta morbida e liscia, senza peli dalla testa ai piedi, una donna per prima cosa deve recarsi ai bagni pubblici; se non e'e abituata, faccia un bagno di vapore in questo modo: prendi tegole e pietre al calor bianco, mettile dentro una stufa e la donna ci si sieda sopra. Oppure, in altro modo: prendi tegole calde o pietre nere calde e mettile in una stufa o in una buca scavata per terra: poi versaci sopra acqua calda in modo che si sviluppi vapore e la donna ci si sieda sopra tutta avvolta in panni per sudare. Quando abbia ben sudato, entri in acqua calda e si lavi con la massima cura; poi esca dal bagno e si asciughi bene con un telo di lino. Poi si unga tutta con la seguente crema depilatoria: prendi della calce viva passata per bene al crivello e mettine quattro once in un vaso di terracotta e falla cuocere finche diventi poltiglia; poi prendi un'oncia di ossido di arsenico e fa' cuocere ancora e senti con una penna se e cotta a sufficienza: attenta che non cuocia troppo e che non resti troppo a lungo sul- la pelle, perche ustionerebbe terribilmente. Ma se capitasse che la pelle fosse ustionata a causa della crema depilatoria, prendi del populeone, stemperalo con olio di rosa, o di viola, o con succo di sempreviva e applicalo finche il bruciore non si plachi e poi ungi con balsamo bianco, finche I'irritazione sia scomparsa".

Ed ecco un balsamo per le nobildonne, che depila, rende fine la pelle e toglie le macchie: prendi succo di foglie di cetriolo selvatico e latte di mandorle; mescolali in un vaso con calce viva e ossido di arsenico ridotti in finissima polvere, aggiungi galbano pestato e stemperato con un po' di vino e lascia cuocere per un giorno e una notte.
Quando è ben decotto, togli via il galbano e aggiungi un po' d'olio, o di vino e di mercurio.
Completata la cottura, togli dal fuoco e aggiungi la polvere di queste spezie: resina di lentischio, incenso, cannella, noce moscata, chiodi di garofano,
ciascuna in parti uguali.
Questo balsamo ha un dolce profumo e ammorbidisce la pelle.
Le nobildonne salernitane si depilano solitamente con questa crema".
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